Schegge di storia

La sezione è aperta a tutti coloro che intendono segnalare fatti documenti e immagini originali relativi alla storia di Fontanellato che possono essere inviati all’indirizzo di posta elettronica de

Jacopo Sanvitale (Parma, 25 dicembre 1785 – Fontanellato, 3 ottobre 1867) nacque da Vittorio e dalla marchesa di origine spagnola Camilla Bortolon. Studiò al Collegio dei Nobili e al Collegio Lalatta. All'età di 14 anni pubblicò l'ode Cristo simboleggiato nell'agnello e a 15 anni era già un ottimo traduttore di Orazio. A 23 anni fondò la Società libera italiana di scienze e lettere, della quale fu acclamato presidente perpetuo. Nel 1812, quando nacque il Re di Roma, ritenendo che Napoleone Bonaparte avesse tradito le idee della Rivoluzione francese ed essendo certo che suo figlio avrebbe ereditato il suo potere monarchico, scrisse il feroce sonetto Io mi caccio le man nella parrucca, che gli costò il carcere nel Forte di Fenestrelle. Dopo 14 mesi di prigionia, riuscì ad evadere travestito da donna e raggiunse Milano, dove divenne amico del Romagnosi e di Ugo Foscolo.

Tornò a Parma in maggio del 1814. Nel 1816 sposò la pittrice piemontese Giuseppina Folcheri. Nel 1817 venne nominato professore di eloquenza e segretario dell'Accademia di Belle Arti. In settembre dello stesso anno accompagnò Metternich a visitare i monumenti di Parma. Nel 1820 divenne rettore dell' Università di Parma e preside della Facoltà di lettere.
Nel 1822, appartenendo a società segrete che cospiravano per l'indipendenza italiana, venne fatto arrestare da Maria Luigia e internato nel castello di Compiano, dove rimase per alcuni giorni. Dopo i moti del 1831 fu tra le cinque personalità a cui il Comune affidò il governo provvisorio del ducato. Quando Maria Luigia riacquistò il potere andò in esilio in Francia a Montauban, dove rimase nove anni, alternando l'attività di poeta a quelle di economista e agronomo. Tra le opere di questo periodo il canto Nostalgia, che fu tradotto in francese ed ebbe sei edizioni.

 

Rientrò in Italia nel 1840 e si fermò a Torino, dove partecipò a un congresso di scienziati e dettò l'ode per la statua di Emanuele Filiberto. Andò poi a Genova, dove divenne precettore di un giovane della famiglia Pallavicino. Prese parte a un congresso in Toscana, dove trattò argomenti di agraria, e visitò la Maremma. Tornò poi in Francia, dove era rimasta la famiglia, e si stabilì a Tolosa, dove gli fu concessa la cittadinanza francese. Dopo la morte della moglie Giuseppina e della figlia Clementina, colpite da malattia a Marsiglia, rientrò in Italia a Genova, dove venne nominato direttore della Biblioteca Berio.
Nel 1856 gli fu concesso di ritornare a Parma. Nel 1859 fu rappresentante di Fontanellato all'Assemblea costituente parmense e fu tra i delegati a firmare l'atto di annessione al Regno di Sardegna, assieme a Giuseppe Verdi. Fu presidente della Regia Deputazione di storia Patria di Parma e la rappresentò nel 1865 a Firenze e a Ravenna per la celebrazione del sesto centenario della nascita di Dante.
Dopo la sua morte Caterina Pigorini pubblicò suoi Cenni biografici (Parma, Ubaldi-Rossi). Nel 1875 furono stampate a Prato da Francesco Giachetti Poesie del Conte Jacopo Sanvitale con prefazione e note di Pietro Martini. Una lapide e un'effige lo ricordano nell'Università di Parma.
A Fontanellato gli è intitolata la Scuola elementare e a Parma una piazza del centro storico, "piazzale Jacopo Sanvitale", dove si trova il Palazzo Sanvitale, che attualmente ospita la sede centrale della Banca del Monte di Parma.
( riduzione  e adattamento da http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Sanvitale)
Per ampia bibliografia si veda R. Lasagni: Dizionario biografico dei Parmigiani, ad vocem, Parma PPS, 1999

CUCINA MONASTICA A FONTANELLATO

La presenza a Fontanellato del Convento domenicano dal 1512 e del convento delle claustrali domenicane dal 1816 al 2007 arricchisce la storia del paese di moltissimi argomenti legati sia alla vita monastica che agli edifici – Santuario e Monastero – che hanno un valore storico artistico di grande rilievo. Rocca e Santuario costituiscono l’abbinata che qualifica il turismo culturale a Fontanellato.

Tra le moltissime curiosità, schegge, che possono riguardare la vita dei religiosi a Fontanellato ne scegliamo una solo con lo scopo di solleticare l’interesse per altre certamente anche di maggior importanza.

Un libro mastro conservato in Archivio di Stato di Parma riporta spese e menu del convento nell’anno 1697.Si legge da entrambe le parti e riguarda, da un lato lo SPESO e dall’altro il RICEVUTO.

Il volume è rilegato con una parte di pergamena e i capilettera sono piccoli capolavori.

Le immagini dei due frontespizi – SPESO e RICEVUTO – sono accompagnati da una pagina di ciascuna delle due parti.

 

Ad esempio

SPESO

Adì 29 dicembre 1703 furono date al “cucinaro” 66 soldi e…. per spese fatte dal 17 novembre sino al giorno presente

RICEVUTO cioè usato per il pranzo e la cena dei frati ed eventuali ospiti

Adì 29 1701 Maggio , Domenica .. 13 Scudelino fegato…, minestra riso … e uova Pietanza di vitello

Sera Insalata Minestra zuppa pietanza vitello …. Ma si parla anche di polpette, ricotta, spezie, minestra impannata, fustoni di biete , minestra di erbette, minestra pasta etc…..

LA PRIMA SCUOLA ELEMENTARE A FONTANELLATO

L’immagine del fabbro che lavora è uno dei numerosissimi acquerelli che compongono un prezioso abbecedario redatto per la prima scuola elementare di Fontanellato nel 1802 dal Conte Stefano Sanvitale.

La sua storia è raccontata nel libro che l’Associazione ha pubblicato nel 2010 “margherita impara a scrivere”.
L’abbecedario, conservato presso l’Archivio di Stato di Parma nell’archivio Sanvitale è un piccolo capolavoro di disegno per l’infanzia.

Sapete che cosa veniva richiamato per la lettera I ? L’imperatore, Napoleone naturalmente.

Da: Tavole di Istruzione in Azione del Conte Stefano Sanvitale, manoscritto con tavole acquerellate, Archivio Sanvitale b.922, Archivio di Stato Parma
Lettera I dell'alfabetiere della scuola delle Figlie della carità di Stefano Sanvitale a Fontanellato, 1802

UNA CURIOSITA’ STORICA

Questo documento, che apparentemente trasuda curiosità ed una certa ilarità, in realtà nasconde un quotidiano ed una situazione di vita che la guerra rende difficile e precaria.

Nel 1941 è’ in atto il razionamento e la tessera annonaria per l’acquisto dei prodotti  alimentari è distribuita dai comuni a tutti i cittadini. Anche il Conte Sanvitale ha la sua tessera. Il Conte trascorre l’inverno in un appartamento in affitto a San Remo forse  per evitare i rigori dell’inverno in una Rocca immensa e difficile da riscaldare e durante la sua assenza, i generi della sua tessera annonaria vengono ritirati da un uomo di sua fiducia e segretario, Carlo Virgili che spedisce per posta tutto ciò che è possibile. Per contrastare il diffusissimo mercato illegale ( mercato nero) le spedizioni sono sottoposte al visto del Podestà che deve giustificare e controllare le ragioni della spedizione.

Le uova sono fresche e provengono dal pollaio che i Conti hanno in Rocca, quindi nulla di illegale.

Potremmo anche sorridere se non fosse che dietro c’è l’immane disastro della guerra.

IL PRESEPE NELLA FOSSA CIRCONDARIA
Ormai il turista o il fontanellatese che passa in zona Fossa Circondaria  su Viale Roma durante il periodo natalizio, è certo di trovare ad accoglierlo il grande presepe con figure in legno dipinto, che squarcia il buio sotto il grande albero.
E’ una iniziativa che da anni mantiene la sua vitalità grazie all’idea originaria di Emilio Belloni e al gruppo di amici della Jacopo che ogni anno allestiscono il presepe. Bella tradizione iniziata nel 1995 con un primo allestimento nell’angolo del campanile di Santa Croce su Via Peracchi per poi arrivare sul sagrato, nel fossato della Rocca e infine nella Fossa Circondaria dove si trova da alcuni anni con rinnovati personaggi e luminarie. Personaggi tutti relativi alla storia di Fontanellato della seconda metà del secolo scorso.
Due  anni “ha navigato”. Ecco una bella immagine del presepe sotto l’albero della Rocca  nel 2000.

Presepe 2014.

Nel corso della benedizione alla Natività il parroco Don Paolo ha detto che nel presepe tutti trovano posto, la storia di ieri e di oggi. Nel nostro presepe sono personaggi anche alcune figure della storia locale del secolo scorso che molti ricordano; due educatrici d'infanzia - Suor Eursebia e Maestra Rina - e Padre Serafino dei Domenicani che aprì il primo cinema a Fontanellato.

Fontanellato ebbe la sua prima guida turistica nel senso moderno del termine, nel 1950.

Ecco che cosa scriveva l’autrice Augusta Ghidiglia Quintavalle de “ FONTANELLATO, itinerario artistico e storico” nella premessa.

Premessa di Augusta Ghidiglia Quintavalle alla 1° edizione della guida di Fontanellato edita nel 1950
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